Sempre più grandi imprese spingono la propria filiera verso la sostenibilità

Due sembrano gli elementi cardine che spiegano il fenomeno.
Da un lato oggigiorno è sempre più evidente come l’esperienza di consumo delle nuove generazioni sia mutata radicalmente, passando da un semplice processo di acquisto di prodotti e servizi, verso una presa di consapevolezza di quale sia la storia e la genesi di questi prodotti o servizi. Questa nuova generazione di clienti maturi ed esigenti ha un grado di sensibilità verso la reputazione del marchio-azienda (corporate brand) estremamente elevato, e il marchio-azienda ovviamente deve farsi garante dell’operato dell’intera filiera.
Dall’altro lato, dopo decenni in cui gli imperativi da imporre alla supply chain sono stati l’efficienza, gli standard tecnico-qualitativi, l’affidabilità e le performance, oggi è sempre più evidente come il grado di resilienza e la capacità di gestirne i rischi si traducano in fattori critici di successo.
Ne consegue che l’adozione del paradigma della sostenibilità quale approccio strategico consente di cogliere ed orchestrare opportunamente entrambe le dimensioni descritte; l’orientamento è di portare gradualmente la propria filiera da una filosofia “tecnico-burocratica” (procurement) verso relazioni basate sulla collaborazione e la condivisione del valore (shared commitment).
E’ interessante valutare quali sono gli effetti sugli attori a valle, composti per lo più da piccole e medie imprese. Da parte di esse sarà sempre più necessario anticipare la richiesta di cambiamento attraverso opportuni strumenti manageriali e culturali: solo così potranno cogliere le numerose opportunità che queste nuove spinte schiudono.
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